Verona Hellas 1984 - 1985
Il sito dello scudetto del
GIUSEPPE GALDERISI nasce a Salerno il 22 marzo 1963

Promessa del calcio italiano a 16 anni è già in prima squadra nella Juventus e due anni dopo risulterà una pedina importante per la conquista dello scudetto della seconda stella.
Nel campionato 1982-83 però non si riconferma ad lati livelli sperati tant'è che l’anno successivo viene scaricato.

Arriva quindi a Verona nel 1983 e si rende subito protagonista. (chi non ricorda la doppietta e Belgrado contro la Stella Rossa...)

L’anno dello scudetto si conferma e anzi affina le sue doti di realizzatore (grazie anche alla “spalla” danese…) risultando con 12 gol il capocannoniere dell’Hellas campione.
La rapidità è la sua dote migliore ed è anche a causa di questa che i difensori, per fermarlo, usano qualunque sistema.
Il Nanu era un giocatore che con le buone era quasi impossibile da fermare. Ho sempre pensato che se mi fossi trovato io al posto, che ne so, di Gentile mi sarei sentito preso per il naso per 90 minuti: finte, dribbling, tunnel, tocchi di prima… Insomma a volte il buon vecchio Nanu se le andava proprio a cercare!
Ma nonostante fosse spesso affossato senza ritegno, Galderisi si rialzava, smoccolava un po’, si rimboccava le maniche e ripartiva a testa bassa.

Nel suo primo campionato a Verona (1983-84) fu protagonista in coppia con Iorio di eccellenti prestazioni (7 gol al suo attivo).
L’estate del 1984 Iorio partì e all’Hellas arrivò il danese Elkjaer (o come diceva mio nonno “Ancklec” !) e la nuova coppia di punteros gialloblù fu presto fatta.

Tutti però si chiedevano se la nuova coppia avrebbe funzionato come quella del campionato precedente (21 gol = 14 Iorio e 7 Galderisi) .
La risposta del campo fu impressionante: feeling a primo “passaggio”! Nanu disorientava e Preben colpiva e, viceversa, quando Elkjaer sfondava Galderisi segnava. Uno spettacolo (anche se segnarono "solo" 20 gol = 12 Galderisi e 8 Elkjaer).
Forse la più entusiasmante coppia di attaccanti che l’Hellas ha potuto schierare nelle sue fila.

Memorabili la sua partita di Firenze (doppietta) e i gol segnati alla “sua” Juventus (di testa!) e a Marassi contro la Sampdoria (con “stordimento causa finte” ai danni di Vierchowod.
Da dimenticare i due errori dal dischetto contro Lazio e Torino (decisivo) al Bentegodi..

VOTO: 8
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